Ci sono momenti nella storia in cui il mondo sembra girare più velocemente. La storia cambia improvvisamente, e nel giro di poche ore cadono paletti e limiti che parevano invalicabili. Purtroppo, a condurre il cambiamento in questa fase non è un grande movimento rivoluzionario dal basso, ma principalmente smottamenti e fratture all’interno del blocco dominante.
"La Germania è stata capofila nella militarizzazione del conflitto"
Domanda: Nicola, iniziamo dal contesto internazionale. La Germania è stata in prima linea nel sostenere – sia mediaticamente che militarmente – le due principali guerre in corso: in Palestina e in Ucraina. Era inevitabile che Scholz e l’SPD ne pagassero il prezzo politico. Perché hanno scelto questa linea? In fondo, con il gas russo l’economia tedesca andava alla grande.
Risposta: Indubbiamente i socialdemocratici hanno pagato il rallentamento economico della Germania, con due anni di crescita negativa o zero, e le conseguenze delle implicazioni dello scenario internazionale. Tuttavia, non è stata tanto la guerra che ha penalizzato Scholz, ma piuttosto altri fattori. Il Ministro della Difesa del governo Scholz è, ancora oggi, il politico più popolare in Germania e il candidato più probabile a succedere a Scholz stesso come Cancelliere. Questo mi fa pensare che la Germania continuerà con un governo di grande coalizione, in cui all'SPD potrà essere subappaltata l’area d’intervento nel campo della politica estera e dei rapporti internazionali, sia in Europa che nei confronti di Mosca e Washington. Questi ultimi infatti sono in grado di garantire alla Germania e alla sua borghesia più stabilità rispetto ai conservatori. Per quanto riguarda il Medio Oriente, Scholz ha ribadito la tradizionale linea tedesca di supporto a Israele e mi dispiace deludervi, ma non ha pagato assolutamente la sua posizione su Gaza. In effetti, la politica tedesca nei confronti di Gaza è molto peculiare, per usare un eufemismo, Scholz ha semplicemente ribadito una linea storica di vicinanza alla cosiddetta ragion di Stato della politica tedesca nei confronti di Israele
"Trump rappresenta una rottura, ma è davvero sinonimo di pace?"
Domanda: Trump è la grande novità della fase attuale, ma la sua elezione ha qualcosa in comune con le dinamiche globali. Le politiche neoliberiste e imperialiste – portate avanti in particolare dai democratici – stanno fallendo, e al potere vanno le destre. A primo impatto, molti vedono in queste forze reazionarie una rottura, persino positiva, rispetto al sistema, e credono che paradossalmente possano portare alla pace. Ma è davvero così?
Risposta: Mi dispiace deludere chi pensa che Trump sia un uomo di pace, ma non è così. Trump non rappresenta una rottura radicale con il sistema, ma piuttosto una versione estrema e pericolosa del neoliberismo. È la forma più pura e diretta del neoliberismo: una distruzione totale dello Stato per creare spazi di conquista economica. Gli Stati Uniti, sotto la sua leadership, si concentrano sull’accaparramento di risorse strategiche come i dati, le terre rare in Ucraina, o la striscia di Gaza. Trump è un portatore di un’ideologia neoliberista estrema, che lavora fianco a fianco con l'élite dei più ricchi e con una destra fanaticamente evangelica. La Germania è fortemente legata agli Stati Uniti, molto più di quanto si pensi, e questo legame è un fattore importante. Al contempo però è necessario sottolineare che il neo-cancelliere tedesco Merz, subito dopo i risultati elettorali, ha dichiarato l’intenzione di costruire una Germania indipendente, un passo che mira a limitare l'influenza degli Stati Uniti. Alcuni commentatori ina proposito hanno usato questa espressione “mettere una camicia di forza l'inquilino a Washington”, in qualche modo un ritorno al 2017 quando al vertice sedeva Angela Merkel. Quindi, la politica tedesca dovrà navigare tra il rapporto con Washington e la sua voglia di autonomia, in un periodo di crescente frattura globale. In generale, possiamo dire che con queste elezioni il popolo tedesco ha deciso di investire nel campo europeo piuttosto che quello è transatlantico.
"Il successo di AfD: quali fattori lo hanno determinato?"
Domanda: Veniamo alla Germania. L'AfD ha ottenuto un grande successo. Certo, ha avuto un forte sostegno mediatico e politico, ma come si spiega un'affermazione così rilevante?
Risposta: L'AfD è un fenomeno che affonda le sue radici nella società tedesca, nella sua storia, ed è destinato a rimanere un problema di lungo termine. La Germania ha una piccola percentuale della sua popolazione, circa il 2%, che è estremamente nazista o neonazista, con una notevole percentuale di violenza quotidiana contro le minoranze. Crimini di odio, che vengono spesso ignorati dai media quando sono commessi da cittadini tedeschi, sono in aumento come certificato dall’ufficio centrale dell'anticrimine che registra un aumento del 70% in un anno arrivando ad una cifra media tra i 3 e i 6 al giorno e verosimilmente l’ AFD si nutre di questo odio ma non solo. A ciò si aggiungono il 10% degli elettori che si definiscono di destra, e questo sostegno di destra si fonde con il consenso più ampio, che ha visto l'AfD crescere notevolmente nelle aree socioeconomiche più disagiate, dove la disoccupazione e le difficoltà economiche sono più diffuse. Non tanto l’operaio classico , dell’automotive per interderci, cha ha votato per AFD ma lavoratori e lavoratrici con una media salariale più bassa di quella tedesca che hanno più di tutti subito in questi tre anni l'aumento delle bollette legate all'inizio della guerra in Ucraina e l'inflazione dal punto di vista dell'erosione del salario e del costo della vita e che hanno quindi in qualche modo seguito la propaganda de nazisti di Alice Weidel e soci. Secondo però un po’ tutti i commentatori in realtà il risultato di AfD è anche il massimo risultato che loro possono raggiungere dal punto di vista storico e dell'evoluzione elettorale, considerando anche l’endorsement molto importante che hanno ricevuto dagli Stati Uniti d'America. Va detto anche però, che se non ci fosse stata una mobilitazione antifascista, il partito avrebbe probabilmente superato il 25%. La Linke ha saputo contrastare, soprattutto tra i giovani, riducendo l’impatto elettorale dell’AfD, rimane però il peso in termini assoluti con tanti elettori che hanno scelto quell’opzione politica.
"La sinistra e il risultato della Linke"
Domanda: Molto interessante anche il risultato della Linke. Sembra che la nuova classe dirigente abbia riconquistato consensi, superando le incertezze sulla guerra. Che ruolo giocherà la sinistra nel prossimo futuro?
Risposta: La Linke ha ritrovato una sua forza elettorale, capitalizzando su diversi aspetti. Uno degli elementi chiave è stata la mobilitazione antifascista, che ha toccato un nervo scoperto nella politica tedesca. Inoltre, come la France Insoumise in Francia, la Linke è riuscita a conquistare il voto del proletariato meticcio delle metropoli specialmente le seconde e terze generazioni. Questi giovani, soprattutto nelle aree urbane, hanno visto la Linke come l'unica alternativa che non ha mai sostenuto la retorica xenofoba, islamofoba e razzista. Altro punto fondamentale è la solidarietà con i manifestanti a Gaza, un argomento che ha distinto la Linke dalla maggior parte degli altri partiti tedeschi, insieme alla formazione di Sahra Wagenknechtt essi sono stati gli unici due partiti che hanno da subito dato solidarietà ai manifestanti che da un anno e oltre manifestano per Gaza e per il cessate il fuoco. Inoltre, l'uso efficace dei social media, in particolare di TikTok, ha portato la Linke a guadagnare una visibilità incredibile, diventando il partito più popolare tra i giovani. Anche i numeri di iscrizioni sono in forte crescita, con la Linke che ha superato quota 100.000 iscritti, una cifra mai raggiunta prima. Ora, a Berlino, la Linke è il primo partito tra i giovani, e c’è un potenziale enorme di crescita. La sinistra tedesca ha la possibilità di radicarsi ulteriormente nelle città, portando avanti temi sociali come la sanità, le pensioni, l’affitto e i diritti sociali.
"Sara Wagenknecht sotto le aspettative"
Domanda: Invece, il partito di Sahra Wagenknecht ha ottenuto un risultato inferiore alle aspettative. Abbiamo apprezzato le sue posizioni in politica estera, meno quelle sull’immigrazione. Verrebbe da pensare che, quando un partito di sinistra prova a scimmiottare le posizioni della destra, l’elettorato finisca per preferire l’originale.
Risposta: Sahra Wagenknecht ha avuto dei problemi significativi con il suo partito, e in particolare con la sua strategia politica. Ha fatto alcuni errori importanti, tra cui il voto a favore della mozione di Merz, che ha visto il suo partito allearsi con l’AfD su tematiche legate all’immigrazione, proprio da quella votazione è iniziato il calo elettorale. Questo ha compromesso il suo profilo antifascista e ha dato l'impressione di una sinistra che si allineava troppo con posizioni di destra. Inoltre, la sua campagna è stata spesso accusata di essere troppo personalistica, centrata sulla sua figura piuttosto che su una strategia collettiva. Questo ha danneggiato il suo appello agli elettori che sono più sensibili a dinamiche di partecipazione democratica. Inoltre, la sinistra tedesca è oggi molto giovane e, come abbiamo visto con la Linke, i giovani si sono rivolti a un partito che non si è mai compromesso con le posizioni razziste e xenofobe. Sahra Wagenknecht, invece, è stata vista come una figura legata al passato, e quindi non ha saputo attrarre i giovani. Quando un partito di sinistra prova a scimmiottare le posizioni di destra, l’elettorato tende a preferire l’originale, che in questo caso è l’AfD.
"Governo difficile e la questione di classe"
Domanda: Guardando i numeri, formare un governo sarà complicato. In questa fase di difficoltà della borghesia, le classi subalterne potrebbero approfittarne. Qual è lo stato della soggettività di classe in Germania? Quest’anno si sono registrati numerosi scioperi…
Risposta: In Germania i sindacati sono molto legati ai socialdemocratici, e questo legame influenzerà sicuramente la formazione del prossimo governo. La coalizione che si formerà tra socialdemocratici e cristiano-democratici, quindi fondamentalmente tra classe produttrice tedesca, conservatorismo sociale e austerity da una parte, e aristocrazia operaia sindacale tedesca dall’altra, avrà l'obiettivo di gestire le difficoltà economiche della Germania, con tagli al welfare e politiche di austerità. Tuttavia, questo non impedirà la resistenza delle classi subalterne, che, attraverso gli scioperi e le proteste, potrebbero avanzare delle richieste. Si prevede che, nei prossimi anni, la resistenza si concentrerà principalmente su temi sociali come la sanità, l'aumento delle pensioni, l’accesso all’abitazione e le politiche contro l’espropriazione dei grandi gruppi immobiliari. Questi temi saranno al centro delle lotte sociali e di classe in Germania, e le forze di sinistra, come la Linke, potrebbero giocare un ruolo importante in questo scenario.
"Il futuro dell’Europa tra crisi e riarmo"
Domanda: Un’ultima domanda sull’Europa. Sotto i colpi di Trump, sembra sgretolarsi un castello già fragile sin dalle sue fondamenta. Quale sarà il suo futuro? Draghi propone di uscire dalla crisi producendo cannoni…
Risposta: Per quanto riguarda l’Europa, c'è sicuramente una forte spinta al riarmo e a investimenti nella difesa. La Germania sembra destinata a puntare sulla produzione militare e sull’industria pesante, con la Rheinmetall che sta già ottenendo guadagni significativi in borsa. La borghesia tedesca sembra voler consolidare questa politica, e la creazione di un fondo sovrano europeo potrebbe sostenere questi investimenti. Tuttavia, ci saranno anche resistenze interne, in particolare da parte dei Verdi, che si opporranno a determinati compromessi, come l’allentamento dei vincoli sulle emissioni di CO2 e l’uso di pesticidi. Nonostante le resistenze, è probabile che la coalizione tra socialdemocratici e cristiano-democratici rimarrà salda, con l’obiettivo di investire in difesa e di rilanciare l’economia attraverso l’industria pesante. La classe operaia, che subisce duramente l'aumento del costo della vita, cercherà di sfruttare queste difficoltà per rafforzare le proprie battaglie sociali.